“Non avrei mai pensato che un problema di salute potesse farmi sentire così dipendente dagli altri. Per fortuna non è niente di grave, ma per qualche settimana devo stare a casa, evitare sforzi e soprattutto non posso guidare. All’inizio mi sono detta: pazienza, ho mio figlio, se mi serve una medicina o due cose al supermercato glielo chiedo. Non pretendo che molli tutto per me, ma pensavo che in una famiglia fosse normale aiutarsi quando uno è in difficoltà. E invece in questi giorni mi sono resa conto di una cosa che mi ha fatto davvero male: a volte trovi più gentilezza in una persona che quasi non conosci che in qualcuno per cui hai fatto di tutto per una vita intera. Non voglio fare la madre che rinfaccia ogni sacrificio, perché quello che ho fatto per mio figlio l’ho sempre fatto volentieri. Però c’è differenza tra non pretendere nulla e sentirsi trattata come un peso. Questa conversazione è nata per una commissione banalissima. Pensavo sarebbe finita con un “va bene mamma”. Invece mi ha fatto vedere mio figlio con occhi diversi.”

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