“Ciao a tutti, vi invio questa conversazione perché, per quanto strano possa sembrare, un dispetto di mia moglie potrebbe aver salvato il mio matrimonio.
Negli ultimi anni mi sono concentrato per il 70% sul lavoro, dedicando alla mia famiglia solo il restante 30%. Questa cosa è stata fatta in accordo con mia moglie, che di sua iniziativa ha deciso di lasciare il lavoro per dedicare anima e corpo a nostra figlia Olivia. Ciononostante non mi ritengo un padre assente perché quando sono con mia figlia le dedico tutta la mia attenzione, in modo da passare con lei sempre tempo di qualità, senza telefono o chiamate di lavoro nel mezzo. Quando siamo insieme non mi permetto distrazioni o di farla sentire meno importante di altre cose o incombenze.
Nel mio cercare di fare carriera e di essere un padre presente, però, non mi sono accorto di essere diventato un marito assente. Ed è stata proprio la conversazione che leggerete a farmelo capire.
Nostra figlia frequenta un asilo sicuramente molto buono ma pieno di iniziative di dubbia utilità, come il “laboratorio sensoriale” a cui mia moglie mi ha iscritto. E la lite che ne è seguita mi ha aperto gli occhi su un problema di cui non sapevo nemmeno l’esistenza.”
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