“Convivo da un anno con il mio ragazzo in un’altra città e lavoriamo entrambi a tempo pieno. La scorsa settimana siamo scesi al paese per festeggiare le nozze d’oro dei miei nonni con tutta la famiglia allargata: oltre trenta persone tra zii, cugini e parenti vari. Come accade puntualmente da quando ho memoria, appena finito di mangiare gli uomini si sono alzati per andare a fumare il sigaro, bere l’amaro e chiacchierare al fresco in giardino, mentre tutte le donne (dalle nonne di ottant’anni alle ragazzine) venivano reclutate a forza per sparecchiare montagne di piatti, lavare pentole incrostate e pulire la cucina per due ore.
Stavolta ho deciso di dire basta: ho posato il mio piatto e sono andata a sedermi fuori con gli uomini a bere un caffè. Ieri mia zia Pina (58 anni), custode assoluta del “decoro e delle tradizioni di famiglia”, mi ha scritto su WhatsApp per farmi una ramanzina feroce su quanto la mia scenata avesse infangato l’onore della tavola. Davanti al suo bigottismo patriarcale non sono rimasta zitta.”
CONTINUA A LEGGERE QUESTA STORIA CLICCANDO QUI SOTTO SU “SUCCESSIVA”
Commenta con Facebook