“Lavoro da sei anni come grafico freelance e la scorsa primavera ho accettato di realizzare l’intera identità visiva, il logo e il menu digitale per il nuovo bistrot di Tommaso, un mio conoscente storico con cui andavo al liceo. Trattandosi dell’avvio della sua attività, avevamo concordato un prezzo di favore di 900 euro, con un acconto immediato di 300 euro (pagato comunque in ritardo) e il saldo rimanente di 600 euro da versare a trenta giorni dall’apertura del locale.

Il locale ha aperto con grande successo a metà maggio, registrando il tutto esaurito ogni fine settimana grazie anche alla campagna promozionale che gli ho curato personalmente. Arrivati a fine luglio, dopo avergli inviato tre solleciti di pagamento a cui non ha mai risposto con scuse legate alla “mancanza di liquidità iniziale”, scopro tramite le storie su Instagram che Tommaso è appena partito per una vacanza di lusso a Ibiza con la fidanzata, noleggiando uno yacht privato. Quando gli scrivo su WhatsApp pretendendo il saldo immediato della fattura prima di bloccare i file sorgente del sito, la sua reazione arrogante mostra il suo totale disprezzo per il mio lavoro.”

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