“Conosco Bea da appena tre settimane, ma fin dal primo appuntamento ho capito che con lei ogni domanda avrebbe avuto una risposta molto precisa. Lavora tanto, guadagna bene, viaggia spesso e sa esattamente come vuole vivere. Questa sicurezza mi era piaciuta. Dopo anni di persone incapaci di dire cosa desiderassero, incontrare una donna così diretta mi sembrava quasi una fortuna.

Tra noi le cose stavano andando bene. Ci sentivamo tutti i giorni, eravamo già usciti diverse volte e cominciavo seriamente a chiedermi se potesse nascere qualcosa. Per questo ogni tanto le domandavo che tipo di uomo cercasse. Volevo capire se avessimo aspettative compatibili prima di affezionarmi davvero.

Lei rispondeva sempre in modo vago: “Una persona al mio livello”, “uno che sappia stare al passo”, “un uomo risolto”. Frasi che potevano significare tutto e niente. Io ci scherzavo sopra e le chiedevo qualche dettaglio in più.

Quel pomeriggio mi scrisse che aveva finalmente deciso di essere trasparente. Disse di aver messo nero su bianco tutto ciò che cercava, così nessuno dei due avrebbe perso tempo. Subito dopo arrivarono due immagini.

Quando le aprii, pensai che mi stesse prendendo in giro.”

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