“Io e Beatrice condividiamo da un anno un piccolo appartamento universitario, ma viviamo in due mondi diametralmente opposti. Lei è la classica ragazza fissata con la purificazione spirituale degli ambienti, le campane tibetane e una crociata personale contro il “consumismo sfrenato” che la porta a voler eliminare qualsiasi oggetto non essenziale.

Il problema è che le sue teorie sul decluttering e sul libero flusso delle energie in casa hanno appena travalicato ogni limite accettabile. Per il mio ventesimo compleanno, i miei genitori si sono letteralmente svenati per regalarmi il sogno della mia vita: una borsa di alta moda da ben 1.200 euro, tenuta maniacalmente nella sua custodia e riposta con cura nella mia stanza.

Con l’ansia a mille mentre mi preparo per un colloquio di lavoro fondamentale per il mio futuro. Vado a prendere la mia borsa per completare l’outlet e scopro che è sparita nel nulla. Quando chiedo spiegazioni a Beatrice, la sua risposta mi lascia senza fiato: ieri sera l’ha presa e l’ha regalata a un mercatino del baratto al parco sotto casa per “liberare il salotto dalle vibrazioni negative del capitalismo”.”

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