“Mio marito ha rischiato il posto di lavoro per esserci alla recita di nostra figlia.

Mario fa l’autista e passa praticamente le giornate per strada, tra traffico, turni assurdi, gente che sale e scende e orari che cambiano sempre. È un lavoro pesante, anche pericoloso certe volte, e soprattutto non è uno di quelli da cui puoi alzarti e dire “oggi esco prima”. Noi non navighiamo nell’oro, anzi, quindi il suo stipendio ci serve eccome e spesso dobbiamo fare attenzione anche alle spese più piccole. Però nostra figlia Viola aspettava quella recita da settimane. Aveva imparato ogni parola, provava in salotto ogni sera e continuava a chiedermi se papà sarebbe venuto. Quando Mario mi ha scritto che non ce l’avrebbe fatta, lo ammetto, mi sono arrabbiata tantissimo. In quel momento pensavo solo alla delusione di Viola e a quel posto vuoto accanto al mio. Poi però sono successe alcune cose che mi hanno ricordato perché, nonostante tutte le difficoltà, ho accanto l’uomo migliore che potessi desiderare. Come marito, ma soprattutto come papà di mia figlia.”

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