“Mi sono sempre considerata una ragazza molto aperta di mentalità e soprattutto molto “chill”, non so se mi spiego. Quando ero piccola, adesso ho vent’anni, ero sempre molto tranquilla, anche nelle reazioni di fronte alle ingiustizie. Come tutti i bambini subivo dei dispetti, ma se alcuni di loro magati reagivano impazzendo, piangendo, urlando, io mi sono sempre considerata più maturi e non ho mai esagerato. Crescendo questa dote me la sono portata fino all’età adulta e quindi, da questo punto di vista, proprio non mi posso lamentare. Sono contenta della ragazza che sono. Questa premessa era doverosa perché, stavolta, forse per la prima volta in vent’anni, anche la mia pazienza e la mia calma sono state messe a dura prova e sono arrivata quasi al limite, secondo me però gestendo alla grande il problema. Dal nulla, un giorno, sposto per caso un quadro che avevo appeso in camera mia e noto che dietro di esso c’era un foro, un foro tutt’altro che piccolo e che portava direttamente alla camera adiacente alla mia. Mi si è chiusa la vena e ho scritto subito a Daniele.”
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