“Mi chiamo Maria Sole e ho da poco finito uno dei percorsi più importanti finora, l’università.

La laurea dovrebbe essere uno dei giorni più felici della vita, quello in cui senti che tutti gli esami, l’ansia, le notti sui libri e le volte in cui hai pensato di mollare sono serviti a qualcosa. Per me, però, avvicinarmi a quel giorno significava anche fare i conti con un’assenza che pesava più di tutto. Mio padre è morto quando ero ancora un’adolescente e, anche se sono passati tanti anni, ci sono momenti in cui mi manca come il primo giorno.

Avrei voluto vederlo tra il pubblico, sentirlo fare una battuta per nascondere l’emozione e poi abbracciarmi più forte di tutti. E sapere che non ci sarebbe stato mi faceva vivere la laurea con una felicità a metà. Così, la sera prima, ho chiesto a mia madre una cosa che per me aveva un significato enorme. Pensavo fosse una richiesta semplice, invece lei ha iniziato a opporsi e la discussione è diventata più dolorosa del previsto. Ho avuto la sensazione che non capisse davvero perché ci tenessi tanto. Ma non sapevo ancora che dietro quel rifiuto c’era qualcosa sotto..”

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