“Diventare genitori è bellissimo, ma nessuno ti prepara davvero a quanto possa essere stancante. Da quando è nato Tommaso, le mie giornate non hanno più un inizio e una fine: poppate, pannolini, pianti, sonnellini di venti minuti e la sensazione di essere sempre in ritardo su tutto. Lo amo più di qualsiasi cosa, ma ci sono momenti in cui vorrei solo fare una doccia senza sentirmi in colpa. Pensavo che almeno con mio marito saremmo stati una squadra. Non perfetti, certo, ma una squadra. Invece ultimamente Matteo sembra vivere la paternità come se fosse un favore che ogni tanto concede a me, e non una responsabilità che abbiamo scelto insieme. Ogni gesto viene pesato, confrontato, quasi messo a bilancio, mentre tutto quello che faccio io sembra scontato solo perché sono in maternità. Finché qualche giorno fa se n’è uscito con una delle sue idee “razionali” per dimostrarmi che, secondo lui, la situazione non era affatto come la vedevo io. E vi giuro che quando ho capito cosa aveva preparato, non sapevo se ridere, piangere o arrabbiarmi…
Chiara”
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