“Con Chiara è durata sei mesi. All’inizio mi sembrava una di quelle persone che si interessano davvero a te: voleva sapere dove fossi, con chi uscissi, quando tornassi. Io l’avevo scambiato per coinvolgimento. Dopo un po’, però, ogni cosa diventava motivo di discussione. Se prendevo un caffè con un’amica, c’era qualcosa sotto. Se andavo in palestra, secondo lei lo facevo per guardare altre donne. Persino una serata con i colleghi finiva con ore di domande.

Ho provato a rassicurarla, a spiegarle che non avevo niente da nascondere. Per un periodo ho anche rinunciato a certe persone e a certe abitudini, convinto che, sentendosi più sicura, si sarebbe tranquillizzata. È successo il contrario: più cedevo, più le sue richieste aumentavano.

A un certo punto ho capito che non ero più sereno e le ho detto che era meglio chiuderla. Non è stata una separazione tranquilla, ma pensavo che, col tempo, avremmo entrambi accettato la cosa.

Qualche giorno dopo mi ha scritto. Sembrava dispiaciuta, quasi affettuosa. Mi ha detto che le mancavo e che anche Zendaya, il suo cane, era triste senza di me. Io, sinceramente, speravo solo di chiudere tutto con un minimo di civiltà.”

 

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