“Sono un padre di famiglia, mi ritengo un lavoratore che per tutta la vita si è rimboccato le maniche e si è spaccato la schiena per dare ai propri figli quelle opportunità che io, alla loro età, non ho avuto.
Ho sempre pensato che lo studio fosse una delle strade più importanti per costruirsi un futuro e per fare studiare i miei figli ho fatto sacrifici e rinunce.
Oggi poi sembra quasi che il valore di un ragazzo venga misurato solo dai titoli che riesce a ottenere. Sembra che, se tuo figlio non sceglie l’università, tu abbia fallito come genitore, come se stessi crescendo una persona destinata a valere meno degli altri.
Enzo, il mio figlio maggiore, è sempre stato un ottimo studente: si è diplomato con un bel voto e ora sta finendo l’università per fare l’infermiere.
Daniele, il minore, invece è tutta un’altra storia. Lui non ha mai avuto tutta questa fregola di studiare. A scuola.. sopravviveva! Poi, per carità, non si è mai fatto bocciare o cosa.. ma ha scelto delle superiori facili e, detto tra noi, non è che facesse faville neanche lì.
Daniele si è diplomato quest’anno. Ieri mi ha scritto questa chat riguardo cosa.. voleva fare da grande! Io ero pronto a discutere, ero pronto a fargli presente tutti i sacrifici che io e la sua famiglia saremmo stati disposti a fare per lui. Avevo già in mente le parole da dirgli.
Poi ho letto la sua risposta. E mi ha lasciato senza parole. Mi ha fatto riflettere e mi ha insegnato qualcosa. Ve la condivido perché, in un mondo dove spesso si parla di ragazzi viziati e senza valori, forse c’è ancora tanta speranza.”
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