“Mi chiamo Mara, sono al settimo mese di gravidanza e, anche se questa bambina l’abbiamo desiderata sia io che il mio compagno Bruno, ho la sensazione di affrontare tutto da sola. La gravidanza non è semplice, il tuo corpo cambia e non sei mai pronta a vederti “diversa”, anche se sei felice. Ci sono giorni in cui mi manca il fiato, altri in cui dormire è impossibile, e con quasi quaranta gradi ogni spostamento diventa una piccola impresa.

Eppure visite, analisi, commissioni e casa sembrano essere sempre responsabilità mie.

Bruno dice che esagero, che essere incinta non significa essere malata e che devo imparare ad arrangiarmi. Io ho cercato di non pesargli, di chiedere aiuto solo quando ne avevo davvero bisogno, convincendomi che magari fosse solo stanco o spaventato dai cambiamenti. Ma stavolta, che sono dovuta andare in ospedale per un controllo e mi sentivo più debole del solito, ho chiesto se mi veniva a prendere, come mi aveva promesso. Peccato che la sua visione delle cose era ben diversa e io ora non so bene cosa fare… sono combattuta. Aiutooo”

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