“Fare la professoressa oggi significa entrare ogni mattina in classe sapendo che non troverai mai solo un programma da portare avanti. Troverai ragazzi diversi, storie diverse, fragilità che non sempre hanno il coraggio di farsi chiamare per nome. C’è chi studia e non alza mai la mano, chi sembra non ascoltare ma assorbe tutto, chi arriva già stanco, chi provoca perché è l’unico modo che conosce per non mostrarsi ferito. E poi ci sei tu, con i tuoi limiti, la tua pazienza non sempre infinita, la paura di non riuscire a vedere tutti davvero.

In questi giorni di maturità, mentre tanti studenti stanno chiudendo un pezzo enorme della loro vita, penso spesso a quanto sia delicato il nostro mestiere. Non siamo eroi, non salviamo nessuno da soli. Però possiamo restare. Possiamo continuare a credere in una possibilità anche quando sembra nascosta bene. A volte un ragazzo difficile non sta chiedendo di essere lasciato perdere. Sta solo aspettando qualcuno che, prima o poi, riesca a guardarlo oltre la rabbia. E sono molto fiera di tutti i “Mattia” che, come il mio studente dell’anno scorso, hanno deciso di scegliere loro stessi. Buona maturità a tutti!”

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