“Io e Vincenzo stiamo insieme da quasi tre anni, abbastanza da avere le nostre abitudini, ma non abbastanza da capire quando una persona sta per trasformarsi nella versione peggiore di sé.

Quest’anno le vacanze avremmo dovuto farle come l’estate scorsa: qualche giorno in Puglia, nella casa di mia nonna, tra mare, pranzi infiniti e quelle sere in cui sembra che il tempo si fermi. Nonna vive lì tutto l’anno e io, tra università, lavoro e vita che corre, riesco a vederla meno di quanto vorrei. Quindi capite che per me non era solo una vacanza: era un modo per stare con lei, respirare casa e portare Vincenzo ancora più dentro un pezzo importante della famiglia.

Lui lo sapeva. Anzi, fino a poco tempo fa sembrava pure contento. Mi parlava già delle friselle, del motorino da affittare, dei tramonti sul muretto. Poi, all’improvviso, qualcosa è cambiato. Io ho pensato a un ripensamento, a un problema, magari a qualcosa che non riusciva a dirmi. Invece no. Mi ha proposto una cosa talmente assurda che, per un attimo, ho sperato fosse uno scherzo. Spoiler: non lo era. E allora ho agito di conseguenza.”

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