“Ciao, sono Samantha e questo è un piccolo sprazzo della mia vita…
Quando mi chiedono perché io e Daniele ci siamo “lasciati”, non so mai cosa rispondere davvero. La verità è che siamo semplicemente arrivati al punto in cui ogni parola diventava un litigio, ogni stanchezza una colpa, ogni silenzio un’accusa.Sono sicura che molti di voi mi capiranno..
Lui lavora in smartworking e la nostra casa era diventata una gabbia, e a un certo punto ci siamo guardati e abbiamo capito che così stavamo facendo male soprattutto a nostro figlio.
Così abbiamo deciso di prenderci una pausa: io sono rimasta a casa con il bimbo, lui è andato nella nostra casa al mare, “tanto posso lavorare da lì”, aveva detto. E io, onestamente, avevo tirato un sospiro di sollievo. Pensavo ci servisse distanza per non odiarci.
Dopo un mese di silenzio a metà, fatto di messaggi solo per il bimbo, lui mi ha scritto chiedendomi una cosa semplice: portare nostro figlio da lui, al mare, per un weekend. Io mi sono rifiutata. Di istinto. Ero convinta che fosse troppo presto, che avrei solo creato confusione al bambino… e a me stessa.
Poi è arrivata questa chat. E in quelle righe mi sono resa conto che forse, quel “no” così netto, è stato uno degli errori più grandi che potessi fare.”
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