“Entrare in questa casa con Gabriele non è stato un semplice trasloco, Per me è stato il compimento di un rito sacro, l’unione definitiva di due anime che hanno deciso di non avere più segreti, la mia prima convivenza. A 26 anni, credevo che vivere insieme significasse fondersi completamente, eliminare ogni barriera e diventare l’uno il respiro dell’altra. Ho passato settimane a curare ogni angolo del nostro nido, convinta che ogni mattone dovesse trasudare la nostra esclusività, la nostra dedizione totale. Per me, l’amore è un altare su cui ci si sacrifica interamente: non esistono zone d’ombra, non esiste un “io” che non sia parte di un “noi”. Gabriele è la mia luce, l’uomo che ho scelto per riempire ogni istante del mio tempo e ogni spazio dei miei pensieri, e pensavo che per lui fosse lo stesso. Ma negli ultimi giorni, un’ombra gelida è scivolata tra le pareti di questo santuario che abbiamo costruito con tanta fatica. Ho iniziato a percepire una vibrazione stonata, fino a che ho scoperto la verità su cosa facesse di nascosto.”
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