“Sono un lavoratore onesto, uno di quelli che ha sempre abbassato la testa per portare a casa
lo stipendio, facendo orari impossibili per coprire le mancanze degli altri.
Ma a tutto c’è un limite.
Ho lavorato per anni in una azienda dove il merito contava zero e l’unica regola era avere gli amici giusti: entravano sempre “i parenti di”, quelli sbagliati venivano premiati e chi si faceva il mazzo restava a guardare.
Più volte ho fatto notti extra senza nemmeno un grazie, mentre altri uscivano puntualmente alle 17 senza mai una responsabilità in più. Però i premi produzione li prendevano loro non io!!
Poi un’azienda seria mi ha offerto un posto – tra l’altro con scatto di carriera e congruo aumento di stipendio – e ho deciso di licenziarmi.
Ma non l’ho fatto in silenzio.
Questa la mia PEC di dimissioni: “Con la presente rassegno le mie dimissioni. Mi hanno fatto un’offerta migliore. Il vero motivo però è che mi sono rotto di essere trattato da schiavo, fare straordinari non retribuiti, lavorare al posto e coprire l’inefficienza di persone assunte per meriti assolutamente non collegati con il lavoro per cui sono sotto contratto e/o perché parenti o amici di chissà chi. E mi sono anche rotto di vedere persone meritevoli come e più di me essere demansionate o licenziate per fare posto agli amici di qui sopra. Le mie dimissioni hanno effetto immediato. Distinti saluti””
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