“Ciao Spunteblu! Mi chiamo Giulia, ho 31 anni e, come ogni donna, ho sempre immaginato il giorno del mio matrimonio come qualcosa di magico, curato e, se non perfetto, almeno dignitoso. Ma il mio fidanzato Andrea, 33 anni, ha un concetto di “risparmio” che sfida le leggi della logica e, probabilmente, anche quelle del buon gusto. Tutto è iniziato con una foto che, a detta sua, non avrei dovuto ricevere: una locandina grafica che sembrava uscita da una svendita di mobili usati degli anni ’90. Ho pensato a uno scherzo, o a un errore di un amico, finché non ho realizzato che quella era la “bozza” dell’invito per il nostro matrimonio. Andrea, all’insaputa di tutti, aveva deciso di organizzare la cerimonia da solo, tagliando i costi ovunque possibile. E quando dico ovunque, intendo dire ovunque. Dalle bomboniere riciclate al fotografo “fai-da-te”, fino al ricevimento al campetto di calcio parrocchiale. Ma il vero schiaffo è arrivato quando ho scoperto dove voleva far finire i soldi che avrebbe in teoria risparmiato! Che dite…meglio cancellare tutto o vado avanti? Se non è mettere alla prova l’amore questo!”

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