“Ciao Spunte Blu, mi chiamo Sara e non vi mando questa chat per lamentarmi di qualcosa o per giudicare qualcuno, ma perché ogni volta che la rileggo mi vengono gli occhi lucidi e mi rendo conto di quanto tempo ho perso a non capire certe cose.

Un po’ di contesto: vivo da sola a Milano, i miei genitori abitano a 200 km da me. Mio padre si chiama Rocco, ha 68 anni, ha lavorato in edilizia tutta la vita e non ha mai avuto troppa confidenza con le parole. Con me e con mia sorella ci ha sempre parlato attraverso i fatti: il pranzo pronto, la macchina revisionata, i soldi messi da parte in silenzio. Mai un “ti voglio bene”. Mai.

E ha sempre odiato la tecnologia, fino a due mesi fa si rifiutava categoricamente di usare WhatsApp. “Ci sono le telefonate, Sara, cosa vi siete inventati.” Ad aprile però ha avuto un problema al cuore, niente di gravissimo, ma mia madre lo ha convinto a installarsi

Whatsapp così potevo sentirlo di più senza aspettare la solita chiamata della domenica.

Quello che è successo dopo ve lo racconto attraverso i nostri messaggi. Preparatevi, perché parte come una commedia… e finisce in un altro modo. Voglio solo aggiungere: abbracciate i vostri padri quando potete.”

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