“Ciao popolo di Spunteblu, mi chiamo Fabiana, ho 23 anni ma in questo momento mi sembra di averne molti meno.

Studio in un’università lontana da casa, seguo quasi tutto online, perché il tempo che ho non è molto, devo studiare e in più la casa è rimasta sulle mie spalle più di quanto avrei mai saputo reggere. Ogni tanto devo andare in sede per dare gli esami, quindi parto presto, prendo il treno, passo qualche ora a fingere di essere solo una studentessa con l’ansia e il caffè in mano, poi torno e ricomincio a fare tutto il resto. La spesa, le bollette, i silenzi, mio padre.

Da un po’ in casa le cose erano cambiate. Lui parlava poco, si chiudeva in camera, evitava i miei occhi. Io pensavo fosse dolore, stanchezza, uno di quei periodi in cui bisogna solo resistere e volersi bene più forte. Invece mi sbagliavo..

Ero tornata dopo un esame difficilissimo e avevo solo voglia di buttare lo zaino sul letto e sentirmi dire “com’è andata?”. Invece ho aperto la porta e ho trovato una casa troppo silenziosa. Troppo vuota. Così è cominciato tutto…”

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