“Amare Clarabella è la cosa più naturale del mondo: è la mia luce, la donna che voglio accanto per sempre. Ma ogni sogno ha il suo mostro sotto al letto, e il mio si chiama Tamara. Mia suocera non è semplicemente una donna “difficile”, è una scheggia impazzita in un mondo di cristallo. Vivere con la sua ombra è come camminare bendati su un campo minato. Non potrò mai dimenticare quella volta che, convinta che il nostro povero ficus stesse tramando la promozione a lavoro della figlia, cercò di “esorcizzarlo” versandoci sopra un litro di aceto di mele alle tre di notte, cantando nenie nel suo dialetto. È una donna capace di gesti assurdi, mossa da una logica che sfugge a qualsiasi essere umano sano di mente. La rispetto perché è la madre di Clarabella, ma ne ho una paura enorme. La mia ansia ha raggiunto il picco l’altra mattina quando, convinto di aver finalmente un momento di pace, il telefono ha iniziato a vibrare. Tamara era dentro casa mia e ha appena iniziato a tempestarmi di foto di ogni mio presunto fallimento domestico e non solo.”

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