“Mi chiamo Lorena, ho 31 anni e dopo una vita in cui ho dovuto trasferirmi mille volte, da quando da ragazza ho perso i miei genitori. Pensavo di essermi creata un rifugio: una casa e una famiglia mia, l’unico posto al mondo dove nessuno poteva toccare nulla senza il mio permesso. Soprattutto se quel qualcuno è la suocera. Io e mia suocera, Marina, non abbiamo mai avuto un buon rapporto. L’apice lo abbiamo toccato all’ultima cena di Natale, quando davanti a venti parenti ha iniziato a criticare ogni singola mia scelta: dal menù alla polvere (secondo lei) sui mobili, fino a ridicolizzare il mio gusto nell’arredamento, dandomi praticamente della pessima donna di casa. Mio marito Paolo, in quell’occasione, è rimasto zitto. Per non rovinare le feste, diceva. Questa settimana sono partita per un viaggio di lavoro di quattro giorni. Ero stanca morta, non vedevo l’ora di rannicchiarmi sul mio divano, tra i miei cuscini, circondata dai quadri che ho scelto io e dai vecchi cimeli che mi ha lasciato mia nonna prima di lasciarmi. Sono entrata in casa, ho acceso la luce e mi è venuto da svenire. Il mio salotto non esisteva più. Al suo posto, una specie di sala d’attesa asettica scelta da sua madre. E Paolo? Pensa ancora che io stia esagerando e che dovrei persino ringraziarla. Vi lascio i messaggi per farvi capire a che livello di follia siamo arrivati. Forse la pazza sono davvero io, ma in tal caso, sono felice di esserlo e correre il più lontano possibile da qui.”

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