“Cari ragazzi miei, chi ha un cane lo sa: non è che “ce l’hai” e basta, tipo una pianta grassa che ogni tanto guardi con senso di colpa. Un cane ti cambia gli orari, le uscite, le giornate, pure il modo in cui calcoli il tempo tra una call e l’altra. Devi organizzarti per farlo mangiare, portarlo fuori, farlo sfogare, capire se quella passeggiata è “due pipì e casa” o “oggi devo annusare ogni singolo palo del quartiere”.

Io con Thor ormai ho una routine abbastanza militare. Il giorno di sta chat che vi mando, però, mi infilano una riunione all’ultimo. Di solito me la cavo con poco, ma stavolta era una roba un po’ più lunga. Ero in ritardo, il cane doveva uscire, quindi chiedo alla mia ragazza che tanto ha le chiavi di casa mia di portarlo all’area cani sotto casa per farlo giocare un po’.

Piccolo dettaglio: lei non ha mai avuto animali. Zero. Niente cani, gatti, criceti, nemmeno un Tamagotchi sopravvissuto.

Io pensavo fosse una richiesta semplice. Lei, invece, ha interpretato il concetto di “area cani” in un modo che ancora adesso mi fa sudare freddo. – Stefano”

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