“Mi chiamo Sara e sono un’insegnante. Se già questo non basta a far pensare che non faccio una vita splendida aggiungiamo ci qualche dettaglio. Sono impiegata in una piccola scuola media di un comune provinciale (non dirò dove per non rischiare ripercussioni) e ho a che fare con persone molto problematiche. Prima che me lo chiediate: no, non sono le nuove generazioni che tutti accusano di essere maleducate e scostanti, sono i genitori a preoccuparmi e farmi perdere tempo e tranquillità. Non so dirvi quanti arrivano a minacciare o fare scenate incredibili perché non sanno che pesci pigliare e cercano di fare il mio lavoro o di farmi passare per incompetente. Capita molto spesso. E per favore, non giudicate la mia professionalità da una chat: io mi impegno davvero nel mio mestiere, non sto lì a “scaldare la sedia” con la pretesa di avere il posto fisso. Avrei potuto andarmene come fanno tanti, fare un altro lavoro, e invece ho scelto di fare l’insegnante. Però, onestamente, non so quanto durerò, penso che se le cose andranno avanti così a lungo farò un altro tipo di scelta. Ad ogni modo, volevo farvi vedere uno dei tanti episodi assurdi che mi capita di dover gestire praticamente ogni giorno a causa delle chat dirette con i genitori che non capiscono i confini.”
CONTINUA A LEGGERE QUESTA STORIA CLICCANDO QUI SOTTO SU “SUCCESSIVA”
Commenta con Facebook