“Non avrei mai pensato di dover spiegare a una maestra una cosa così semplice: mia figlia ha una famiglia. Punto. Non sarà quella che qualcuno si aspetta, non entrerà nei disegnini precompilati o nelle frasette tutte uguali, ma è casa sua, è amore suo, è il posto dove si sente al sicuro. E credo che abbia il diritto di sentirsi così anche fuori da casa.
Qualche giorno fa sono andato a prenderla a scuola e l’ho trovata in lacrime. Non un capriccio, non la solita giornata storta. Piangeva come piangono i bambini quando qualcuno li fa sentire fuori posto. Mi ha raccontato che era stata esclusa da un’attività in classe, davanti agli altri, per una ragione che ancora adesso mi fa salire il sangue alla testa.
Io e il mio compagno abbiamo provato a crescerla insegnandole che l’amore non ha bisogno di etichette per essere vero. E così ho fatto l’unica cosa che potevo fare: sono andato dal preside e ho chiesto rispetto. Non privilegi. Solo rispetto.
La maestra l’ha scoperto e poco dopo mi è arrivato questo messaggio. Vi condivido la chat”
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