“Rileggendo questi screen continuo a chiedermi se il concetto di amicizia sia morto o se sono io ad essere antiquato. Negli ultimi mesi ho attraversato un periodo nerissimo. Ero disoccupato, depresso e con l’acqua alla gola. In quel momento un mio caro amico, coinquilino della mia fidanzata, si è fatto avanti. Mi ha dato una mano enorme, abbiamo passato un mezzo pomeriggio a lavorare sul mio curriculum. Quando mi hanno assunto ho pianto di gioia. Pensavo: “Ecco a cosa servono gli amici, a salvarti quando affoghi”. Ero al settimo cielo, stavo già pensando a come sdebitarmi con una bella sorpresa e così mi sono mosso di conseguenza. Qualche giorno fa, però, mi è arrivato un suo messaggio che mi ha gelato il sangue. In un attimo tutta la mia immensa gratitudine si è trasformata in pura delusione. Leggete cosa ha avuto il coraggio di scrivermi e ditemi se è normale monetizzare i legami in questo modo. Io sono davvero senza parole perché non è possibile che, soprattutto tra amici, si possa davvero arrivare fino a questo punto…”
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