“Io pensavo che la parte difficile di una convivenza fosse decidere chi butta la spazzatura o come dividere l’armadio. Quelle classiche cose da adulti che cercano di incastrare due vite diverse sotto lo stesso tetto. Non avevo previsto, però, di dover competere con un servizio a gestione familiare… completo di servizio stireria, mensa, pulizie e cambio lenzuola settimanale.
Quando Lorenzo mi ha parlato per la prima volta di andare a vivere insieme, l’ho presa come una cosa naturale: due persone adulte, indipendenti, con lavori e responsabilità, che decidono di costruire qualcosa. Non mi aspettavo certo che, nel pacchetto, fosse inclusa anche sua madre con un ruolo operativo fisso nella nostra futura casa.
All’inizio pensavo fosse una questione di abitudine. Quelle cose che fai senza pensarci troppo perché “si è sempre fatto così”. Poi però inizi a fare due conti, a immaginarti la quotidianità… e ti rendi conto che non stai progettando una convivenza, ma una specie di subentro. Solo che il contratto non l’ho mai firmato.”
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