“La mia ragazza ha rinunciato a un lavoro e a tutti i nostri progetti per il gatto. Vi sembra normale?
Ciao a tutti, mi chiamo Carlo, ho 27 anni e vi scrivo perché sono arrivato a un punto di rottura che non avrei mai immaginato. Avete presente quando sentite di essere gli unici adulti in una stanza nella relazione? Ecco, io mi sento così da troppo tempo.
Mi sono trasferito a Milano 7 anni fa e, per chi non lo sapesse, qui la situazione affitti è fuori controllo. Il buco di casa in cui vivo mi costa il 70% di quello che prendo di stipendio, quindi non vedevo l’ora che Elena, la mia ragazza, tornasse a lavorare per avviare i nostri progetti di vita: mutuo, casa ecc, insomma, un futuro insieme. Lei si è licenziata ormai due anni fa, proprio quando avevamo iniziato a parlare della possibilità di andare a convivere, a causa di un “esaurimento nervoso” e non si è mai mossa da casa dei suoi genitori.
Finalmente le arriva una proposta di lavoro ottima (Elena è plurilaureata e si occupa di un settore molto specifico che paga molto bene), che per noi poteva essere la svolta. Ero al settimo cielo e pensavo che l’attesa fosse finita. E invece? Invece lei ha rifiutato tutto. Il motivo? Non può portarsi dietro il gatto e non le danno lo smart working totale da subito.
E lì sono esploso.”
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