“Non ero più io la sua priorità già da un po’ di tempo. e nemmeno la nostra relazione.

Avevo capito che le cose non andavano da quando era sempre più assente, sempre più distratta.

Diceva una cosa e poi era un’altra, si assentava da ogni occasione sociale con scuse sciocche, evitava il mio sguardo.

Eppure due anni fa non era così.

Andavamo a correre assieme al mattino, alle sei, godendoci l’aria fresca dell’alba e chiacchierando.

La sera facevamo la pizza assieme e stavamo con un sacco di amici.

Parlavamo di progetti, di passioni, della famiglia che avremmo voluto fare…

E lei era entusiasta come me.

Certo, c’erano anche dei bassi, come per tutti. I momenti di stanchezza, lo stress del lavoro che si porta a casa, le parole dette male e capite male.

E già lì notavo che cercava distrazione in altro, fuggiva piuttosto che risolvere le cose.

Ma non credevo che sarebbe finita così. Sinceramente, non potevo proprio immaginarlo.

Pensavo che fossimo più forti di tutto questo. Che lei fosse più forte.

E invece, mi trovo qui a scrivervi, e a mandarvi gli screen di questa nostra ultima conversazione assieme.”

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