“Abito a Milano e per Pasqua scendo per stare coi miei in Sicilia. Mio padre però deve stare con la sua famiglia e io non sono inclusa.

Scema io, duemila volte scema io che penso di essere parte della famiglia di mio padre. È sempre così… e io ormai dovrei averlo capito. Invece no. Tutti gli anni puntuale faccio lo stesso errore. Quello di sentirmi compresa, parte della famiglia di mio padre. Ma credo che con la morte di mia madre e il suo matrimonio con Marta e i due bambini… io non sono più nessuno per lui.

A Natale era successo lo stesso. Ero venuta in Sicilia e niente mio padre non era disponibile. Mi ha concesso un’oretta al bar in cui ha praticamente preso delle cose per tutta la sua famiglia, compresi gli zii di sua moglie, e ho pagato tutto io. Ma ok, non fa niente…

Non è vero che non sapevo se potevo scendere per ragioni di lavoro. Avevo paura a scendere. Il mio sesto senso mi diceva di non prenderli, quei biglietti, e ho rimandato fino all’ultimo. Avrei fatto meglio a stare sola a Milano…”

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