“Mio fratello è sempre stato la pecora nera della famiglia. E di solito la gente dice così… per farsi figo, per darsi un tono, far vedere che loro sono meglio. Nella mia famiglia invece ci sono state diverse “pecore nere”. Una era mio zio Antonio. Era un delinquente, ha fatto cose brutte e ha fatto la galera. E anche mio fratello l’hanno chiamato Antonio. Sarà il nome che porta sfiga? Antonio è una testa calda, ma siccome era il più piccolo allora tutti lo hanno sempre trattato diversamente e lui ha finito per approfittarsene. Se rompeva qualcosa o se finiva la nutella lui dava la colpa a me e io dovevo pure subire le punizioni perché non mi credevano. È cresciuto così, cattivo. Poi i nostri genitori sono morti. E lui ha pensato di poter fare quello che gli pareva come al solito. Ha deciso che casa dei miei genitori era sua perché lui ci continua ad abitare e non ha un altro posto dove andare. È finito in qualche brutto giro, ne sono sicuro, e so che ha il vizio del gioco. Una volta ha provato a far finta di essere me per pagare un debito. Siccome non lo accontento ha deciso di vendicarsi. E io ho dovuto fare la cosa giusta.”

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