“Mi sa che qua me la sono giocata… la dignità.

Giuro che per una volta pensavo di aver trovato un ragazzo normale. Cioè, non dico il principe azzurro perché non esageriamo, però almeno uno con cui parlare senza dover ogni tre minuti schivare robe ambigue, allusioni inquietanti o inviti palesemente loschi. E invece niente, anche stavolta il mio cervello ha preso una rincorsa clamorosa. Stavamo semplicemente cercando di organizzarci per vederci un pomeriggio, conversazione tranquilla, pure carina, e a un certo punto lui ha iniziato a scrivere una serie di messaggi che nella mia testa avevano tutti, ma proprio tutti, un significato precisissimo. E lì mi è partita la delusione. Quella vera. Quella da “ok perfetto, pure questo sembrava intelligente e invece ciao”. Quindi gli ho risposto pure male, con quell’atteggiamento da donna vissuta che pensa di aver capito tutto della vita, quando in realtà non aveva capito assolutamente niente. Ma niente niente. Se volete farmi provare “emozioni uniche” NON SONO LA PERSONA GIUSTA!”

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