“Non sono il tipo che mette in piazza le chat private. Anzi, ho sempre odiato chi lo fa per fare la vittima o raccattare consensi. Però questa volta è diverso. Quando succedono situazioni così gravi bisogna intervenire e prendere posizione. Questa volta non sto cercando compassione, sto cercando onestà. Prima con me stesso, poi con chi leggerà. Con lei mi frequentavo da poco. Non era una relazione ufficiale, non avevamo ancora messo etichette, ma c’era quella cosa che senti quando sai che sta nascendo qualcosa di serio. Messaggi fino alle due di notte, battute che capivamo solo noi, silenzi che non erano imbarazzanti. Lei voleva sicurezza. Io volevo essere scelto per quello che sono, non per quello che la gente si aspetta. Io in questa storia volevo una cosa semplicissima: non sentirmi “la spiegazione” di me stesso. Non volevo essere il discorso delicato da fare, la confessione pesante, il momento drammatico. Volevo essere il ragazzo che le faceva battere il cuore e basta. E per un po’ lo sono stato. Poi, però, una precisa conversazione mi ha costretto a dire tutto, e questa è stata la sua reazione…”

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