“Mi chiamo Gianluca e sono stato adottato da adulto. Ora il nipote di mio padre dice che non mi tocca niente e che è tutto suo. Come devo fargli capire che ha torto?
Non sono un manipolatore. Non sono un usurpatore. Non ho convinto nessuno con la forza.
Umberto era un signore anziano e single a cui io davo una mano con la casa e il giardino. Gli spicciavo anche le cose al pC e insomma facevo un po’ di tutto per lui che non avendo figli non sapeva a chi rivolgersi. Mai però mi ha permesso di aiutarlo con l’igiene personale, almeno finché non ne ha avuto davvero bisogno.
Si è ammalato ed era molto solo. Nessuno veniva a trovarlo in ospedale. Nessuno, nemmno quel nipote che aveva, figlio di sua sorella. Io invece ci sono stato e ho fatto diverse notti, lo aiutavo a lavarsi, a vestirsi, e gli facevo compagnia. Giocavamo a scopa o a briscola. Tante volte lo facevo vincere perché mi rendevo conto che aveva bisogno di sentirsi felice anche se per poco. Poi è tornato a casa e sembrava che si fosse ripreso. È stato allora che ha deciso di adottarmi. E io ho detto sì…”
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