“Buongiorno, il mio nome è Amelia e sono appena stata vittima di una grave ingiustizia.

Purtroppo conosciamo tutti la difficoltà che esiste nel nostro Paese di conciliare famiglia e lavoro. Io sono diventata mamma da 4 mesi e al momento sono in maternità obbligatoria.

Lavoro come account manager in un’agenzia di comunicazione e mentre sono a casa ricevo una telefonata da un cliente a cui ero stata dietro per quasi tutto l’anno passato. Finalmente ha accettato la nostra proposta e possiamo cominciare a lavorare sul progetto. Loro non sapevano della mia maternità, però io decido di avvisare il mio capo e organizzare una riunione alla quale chiedo di partecipare per estrema professionalità anche durante il mio periodo di congedo.

Partecipo quindi durante il mio congedo di maternità e gratuitamente. Vorrei che questo fosse bene presente a tutti.

Ok, arriva il giorno della riunione e la chat che vi mando è avvenuta nel pomeriggio di quello stesso giorno. Il mio capo doveva parlarmi…immediatamente capisco a cosa si stia riferendo…e lo capirete in fretta anche voi.

Non credo di dover aggiungere niente, ma vi chiedo di farvi sentire forte e chiaro. Sia che siate donne e mamme sia che non lo siate. È molto importante, altrimenti non so dove andremmo a finire!”

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