“Premetto che non sono una assidua ascoltatrice di Sanremo, anzi, tutto il contrario. Sono tra quelli che l’ha sempre contestato, che l’ha sempre attribuito ad un modo di fare televisione becero e al servizio del potere. Ma mai mi sarei potuta aspettare che nel 2026, dopo tutto quello che succede quotidianamente nel mondo ma anche molto più vicino a noi, in Italia, ci potesse essere una situazione talmente assurda e surreale, ma purtroppo vera. Quest’anno, con Riccardo, il ragazzo con cui sono stata negli ultimi 6 mesi della mia vita, abbiamo deciso di guardare il festival, dato che c’erano un paio di artisti che lui segue regolarmente. Il livello è basso, ma lo sapevo, quello che non sapevo è quanto in basso possa spingersi il pubblico, gli spettatori e chiunque ha permesso che la vittoria potesse andare ad una persona così. Non è un attacco sul personale ma dopo anni e anni di battaglia femminista, costata cara a milioni di donni, il fatto che la canzone vincitrice, in mondo visione, faccia passare un messaggio del genere, è terrificante.”

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