“Mi chiamo Giovanni. Mio padre mi ha dato dei consigli per superare il lutto per la mia compagna…Questa chat risale a due anni fa circa. Avevo da poco perso la mia compagna per una malattia abbastanza brutta che si è complicata via via. L’ho amata sino all’ultimo, ed è stato devastante, difficilissimo, terribile.

In quel periodo, dopo la sua scomparsa, ero molto molto giù. Non mi sentivo bene. Vedevo tutto nero. Non avevo più voglia di uscire di casa. Capita a tante persone di vivere così la scomparsa della persona amata, della persona che più amavano al mondo.

Non sono andato al lavoro per un bel po’. E mi scriveva mio padre… Mio padre che ora non c’è più, nemmeno lui. Mio padre che aveva la sua età, che era figlio della sua generazione, fatta di bunga bunga, di goliardia e di poco spazio per i sentimenti veri. È stato educato così.

In quel momento, quando mi mandava quei messaggi, mi sentivo incazz** con lui. Come faceva a non capire cosa stavo provando??!! La risposta era semplice. Non tutti capiscono. Non siamo tutti uguali. E va bene così.

Oggi, a distanza di tempo, rileggo quella chat con affetto.
Affetto per mio padre, che… a differenza di molti non mi ha abbandonato mai.
In quel periodo di lutto, tantissimi amici si sono defilati. Lo so, non è facile gestire una persona depressa, non è divertente, non ti dà più consigli, non ti riesce ad ascoltare.
Mio padre però no. Lui mi è rimasto accanto a modo suo, dando consigli del ca**, ma c’era. C’era con tutto sé stesso. Oltre a questa chat, non mi ha mai lasciato solo. Mi veniva sempre a trovare e cercava sempre di tirarmi su con barzellette sconce a cui non ridevo. Ma dentro… dentro… sentivo in qualche modo il calore del suo affetto, anche se non me ne rendevo conto.  Ecco perché sono qui a dire: papà, ti voglio bene. Ovunque tu sia.”

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