“Lavorare con qualcuno che è anche un amico non è mai semplice. Io e Luigi ci conosciamo da anni, prima ancora che diventasse il mio capo. Abbiamo condiviso serate, confidenze, risate, e forse è proprio per questo che a volte si dimentica dove finisce l’amicizia e dove dovrebbe iniziare il lavoro. Lui è fatto così: diretto, invadente, uno che non conosce mezze misure. Spesso esagera, butta lì battute fuori luogo, si prende confidenze che altri non oserebbero mai. Io ho sempre cercato di stare al gioco, di non irrigidirmi, perché credo nel rapporto umano anche sul posto di lavoro. Ma una cosa l’ho sempre avuta chiara: esistono dei limiti. Ultimamente, ho la sensazione che questi confini siano diventati sempre più sfumati. Come se il fatto di conoscersi desse automaticamente il diritto di chiedere qualsiasi cosa. Io ho sempre pensato che il rispetto si misuri anche da ciò che non si chiede a una persona. E invece, questa volta, Luigi ha superato una soglia che non avrei mai immaginato di dover difendere. Quando ho letto il suo messaggio, ho capito che non si trattava più di un semplice favore. E che rispondere non sarebbe stato facile.”

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