“Buongiorno a tutti, mi chiamo Veronica, ho 29 anni, e non so a chi dovrei mandare questa chat, se a voi o alle Risorse Umane. Lavoro nello stesso ufficio da tre anni. Ambiente tranquillo, colleghi normali, pause caffè e chiacchiere davanti alla macchinetta. Lucio è uno di quelli sempre gentili: buongiorno con il sorriso, la briochina lasciata sulla scrivania quando sa che arrivo di corsa, la battuta pronta ma mai fuori posto. Ha quasi vent’anni più di me, una moglie che ho conosciuto alla cena aziendale e due figli adolescenti di cui parla sempre con orgoglio. Qualche mese fa, a una festa dell’ufficio, dopo l’ennesimo gesto carino, gli avevo detto ridendo: “Se non fossi sposato, quasi quasi un pensierino ce lo farei”. Una frase leggera, di circostanza. Di quelle che si dicono per ricambiare una gentilezza. Pensavo fosse finita lì.
Stamattina, invece, mi è arrivato un messaggio che mi ha fatta pensare di buttarmi da una finestra. Perché a quanto pare qualcuno quella battuta non l’ha presa come una battuta. E quando ho letto la parola “divorzio”, ho capito che la situazione era molto più seria… e molto più folle di quanto potessi immaginare.”
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