“Ciao a tutti, vi leggo sempre, anche quando non commento. Mi fate compagnia la sera, in metro, quando torno dal lavoro.

Non avrei mai pensato di scrivervi per raccontare qualcosa che riguarda me. Di solito penso sempre “vabbè, queste cose a me non capitano”, “magari ho capito male”. Stavolta però no. Stavolta sono rimasto proprio… come dire… spiazzato. E anche un po’ schifato, se devo essere sincero.

Vi racconto questa cosa perché siamo nel 2026, lavoro da anni, faccio una vita normalissima. Eppure in due messaggi su WhatsApp mi sono sentito riportato indietro di decenni e mi sento molto triste e stanco. Spero che questa storia possa far riflettere qualcuno di voi.

Anche se è stato tutto educato, professionale, quasi burocratico…. è forse questo che mi ha fatto più impressione.

Vi lascio leggere la conversazione e poi ditemi voi se sono io che esagero. Vi lascio gli screen perché questa volta non voglio stare zitto.

Perché io, sinceramente, oggi mi sono sentito fuori posto. Nel Paese in cui vivo da praticamente tutta la mia vita. Ciao a tutti!”

CONTINUA A LEGGERE QUESTA STORIA CLICCANDO QUI SOTTO SU “SUCCESSIVA”