“Ciao a tutta la community. Mi chiamo Giulia e sono una studentessa fuorisede. Faccio la babysitter da quando mi sono trasferita per l’università. È il mio modo per mantenermi, per non pesare sui miei e per sentirmi indipendente. I bambini di Carmela li seguo da mesi: li porto al parco, preparo la cena, li metto a letto quando lei e il marito escono. Non mi sono mai tirata indietro, nemmeno sotto esame.

Poi, a due giorni dal weekend in cui avevamo già fissato da una settimana, mia madre si sente male. Abitano nella nostra vecchia casa, a tre ore di treno, e l’unica cosa che voglio è tornare a casa. Avviso subito Carmela, con rispetto, scusandomi e proponendo una soluzione: una mia amica che studia Scienze dell’Educazione, fa tirocinio in un asilo, è preparata.

Pensavo di trovare comprensione. Ho trovato rabbia.

Perché loro hanno l’anniversario. Hanno prenotato l’hotel. E a quanto pare, per Carmela, io devo scegliere tra mia madre e il suo weekend romantico. E quando provo a spiegare che non posso, la conversazione prende una piega che non mi aspettavo: minacce, ricatti, “ti tolgo il lavoro” e “farò cattiva pubblicità”.

Non pensavo che prendersi cura della propria famiglia potesse costarmi così caro. Qualcuno sa darmi un consiglio? Perché sinceramente, non so davvero come posso mantenere il lavoro ed esserci per mia mamma allo stesso tempo. Una scelta che pensavo non avrei mai dovuto fare.”

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