“All’inizio mi dicevo che era solo una fase confusa. Che stavo sbagliando, sì, ma che almeno ero onesta con me stessa. Non c’erano piani, non c’erano promesse. Solo una sensazione di leggerezza che a casa non sentivo più da tempo.
Con il mio ragazzo la vita era diventata piatta: conti da far tornare, rinunce continue, nessuna prospettiva. Casa, film, sesso, io che cucinavo. Sempre uguale.
Con l’altro invece tutto sembrava facile. Pagava, decideva, non faceva pesare niente. All’inizio mi vergognavo persino di accettare, poi ho iniziato a farlo senza pensarci troppo. Anche perché quei soldi non servivano solo a uscire con lui. Servivano anche a casa.
Quando il mio ragazzo se n’è accorto, ero convinta che fosse finita. Che mi avrebbe chiesto di scegliere. Invece no.
Ha fatto una cosa diversa. Ha smesso di guardarmi come una persona e ha iniziato a guardare la situazione.
E lì ho capito che il problema non era la relazione a tre.
Era il motivo per cui veniva accettata.”
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