“Ero convinto di stare facendo la cosa giusta.
Dieci anni insieme non sono pochi: ci passi sopra a tutto, alle discussioni, alle abitudini che diventano fastidiose, alle frasi ripetute a memoria. A un certo punto smetti anche di chiederti se siete felici, ti chiedi solo come non farvi del male a vicenda. Io ero arrivato lì.

Negli ultimi mesi ogni cosa sembrava una miccia. Bastava una parola fuori posto, una sera storta, una stanchezza non detta. E poi c’è questa persona nell’aria. Di cui lei nega ma ho capito che c’è qualcosa dietro. Ma non volevo andarle addosso: in un matrimonio ognuno ha la sua parte di colpa e di responsabilità dopotutto.

Così ho iniziato a pensare che l’amore avesse bisogno di spazio. Di silenzio. Di aria. Come quelle coppie “evolute” di cui senti parlare, che comunicano e si lasciano gli spazi giusti.

Non volevo lasciarla. Non volevo perdere il matrimonio. Volevo salvarlo senza doverci stare dentro fino in fondo. Le ho proposto una vacanza separati. E sembrava fosse una buona idea anche a lei.

Ma qualche giorno dopo lei se ne è arrivata con questa idea assurda. Altro che vacanze…”

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