“Non so bene perché sto mandando questa chat, forse perché a rileggerla adesso mi fa ancora sorridere ma allo stesso tempo mi mette addosso un fastidio strano, quasi un disgusto di quelli che capisci solo dopo. È una conversazione avvenuta pochi giorni dopo Natale, con una persona che conosco da anni e che considero (o consideravo) uno di quelli “sicuri”. Di quelli da cui non ti aspetti sorprese, nel bene e nel male. Il mio fidanzato Gionata. All’inizio sembra una sciocchezza, una di quelle discussioni che nascono per caso e che pensi di chiudere con una battuta o con un vocale di dieci secondi. Poi però qualcosa non torna. Una frase detta quasi per scherzo, un dettaglio fuori posto, una coincidenza troppo precisa per essere ignorata. Da lì in poi la chat prende una direzione che non avevo previsto, e io stesso mi sono ritrovato a rispondere in modo diverso da come avrei fatto solo qualche ora prima. Ma il vero problema non è neanche questo. Il problema è il gesto a dir poco deplorevole compiuto da Gionata. Alcuni diranno che non è nulla di che. No, vi prego…NO.”
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