“Ero convinto che i problemi di coppia fossero quelli classici.

Il tempo che manca, le risposte in ritardo, qualche discussione stupida su cose che poi, a mente fredda, ti sembrano ridicole. Pensavo che bastasse parlarne, ogni tanto chiedere scusa, fare un passo indietro. Pensavo che l’amore fosse ancora quella cosa un po’ disordinata, imperfetta, ma viva.

Con lei, però, negli ultimi mesi, avevo iniziato a sentirmi sempre sotto esame. Ogni gesto veniva pesato. Ogni silenzio annotato. Ogni giornata storta trasformata in una colpa da spiegare. Io cercavo di reggere, di non farne un dramma, di dire a me stesso che era solo un periodo difficile, che aveva bisogno di più attenzioni. Mi ripetevo che era normale, che nelle relazioni bisogna adattarsi.

Non avevo capito che, mentre io cercavo di tenere insieme le cose, lei stava già cambiando le regole del gioco.

Non voleva più capirmi: voleva misurarmi.

Quando mi ha scritto quella sera pensavo fosse l’ennesima discussione, una di quelle che finiscono con un “ne parliamo domani”. Non immaginavo che avrei aperto una chat che mi avrebbe fatto sentire improvvisamente non un compagno, ma un imputato.

E soprattutto, non ero pronto a scoprire che, per lei, l’amore aveva ormai un prezzo preciso.”

CONTINUA A LEGGERE QUESTA STORIA CLICCANDO QUI SOTTO SU “SUCCESSIVA”