“Diventare padre ti cambia per sempre, anche quando continui a sbagliare. Io lo so di non essere stato perfetto: ho fatto errori, ho preso decisioni discutibili, ho avuto momenti di debolezza che oggi pagherei per cancellare. Ma c’è una cosa che non è mai venuta meno, neanche per un secondo: l’amore che provo per mio figlio. È un amore totale, istintivo, irrazionale. Quello che ti fa alzare la notte per controllare se respira, che ti fa tremare quando lo vedi soffrire anche solo per una sciocchezza. Essere padre significa portarsi addosso una paura costante, anche quando tutto sembra andare bene. Viviamo in un’epoca strana, in cui basta uno schermo per far entrare il mondo dentro casa tua. Un telefono che vibra può rovinarti una giornata, una settimana, una vita. Attraverso quei messaggi passano parole leggere, battute, affetto… ma anche cose che non dovrebbero esistere. Cose che non immagini, che non sei preparato ad affrontare. Io ho sempre pensato che certi limiti non si superassero, che ci fossero confini invalicabili. Mi sbagliavo. Perché oggi chiunque può nascondersi dietro un profilo, una tastiera, un numero sconosciuto, e fare danni enormi senza mostrarsi mai. E quando ti rendi conto che qualcuno ha deciso di colpire proprio lì, nel punto più fragile che hai, capisci che nessun errore passato può giustificare quello che stai per affrontare.”

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