“Vivere accanto a lei è come stare in gabbia. All’inizio era una donna dolce, permissiva, sembrava la compagna perfetta. Poi, da un giorno all’altro, tutto è cambiato: ha deciso che io dovevo lasciare il lavoro, occuparmi della casa, seguire ogni sua regola. Niente più amici, niente social, niente libertà. Ogni gesto controllato, ogni parola pesata. Persino il guardaroba non l’ho scelto io. Lei dice che è “il prezzo da pagare” per continuare a stare insieme, ma a volte mi sembra solo un modo per farmela scontare all’infinito.
Ho sopportato un anno, pensando che prima o poi sarebbe bastato, ma non è così. Lei non molla, anzi sembra nutrirsi di questa mia resa. E adesso, dopo aver sopportato tutto questo, sento che sto per esplodere. Io so quello che pensa: che nessuno mi ha costretto, che ho accettato io. Ma chiunque viva così capirebbe che non è amore. È solo una lenta condanna firmata da una donna che ha perso ogni misura.”



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