Una volta mi sono fermato all’autogrill con la macchina e mentre un mio amico si comprava il classico Camogli accompagnato da una coca zero (per non ingrassare eh) ho deciso di fare un salto nella sezione libri per dare un’occhiata. No, non era una scena alla “Aldo, Giovanni e Giacomo” dove quest’ultimo andava a sfogliare libri per cercare di rimorchiare qualche bella stangona, ero lì proprio perché non avevo un cazzo da fare.

Tuttavia, mi sono imbattuto in un libro che parlava di psicologia. Avete presente quei piccoli libricini dove vengono spiegate alcune nozioni di base dei rapporti di coppia? Si, proprio quei libri che leggiamo mentre andiamo a cagare o la sera quando andiamo a letto e in tv trasmettono solo il Grande Fratello o Mara Venier che urla.

Ad ogni modo, in questo libro veniva spiegato come dovrebbe essere un rapporto per poter funzionare, e tra le varie definizioni ho letto quella che più o meno recitava così: “un rapporto per poter funzionare deve avvalersi della reciprocità, deve esserci il compromesso, se uno rispetta il volere e le passioni dell’altro (e viceversa), se i due si danno i giusti spazi e sanno quando è giusto stare separati e quando insieme, non vivendo la separazione come un dramma, allora la coppia può avere successo”.

Perché vi scrivo questo? Perché la storia di oggi parla proprio di quel tipo di coppia dove uno decide e l’altro soccombe. A voi i giudizi.